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Bauman e la teoria sull’amore

di Sonia D'Agostino

Le emozioni passano, i sentimenti vanno coltivati”, diceva Zygmunt Bauman.

Ci pensavo proprio oggi, mentre- pensando alla puntata di sabato prossimo di “Io le donne non le capisco” – riflettevo sui temi trattati le volte precedenti ma soprattutto sui messaggi – numerosissimi – che di volta in volta mi arrivano sulla posta di questo blog, soprattutto su ciò che riguarda i sentimenti.

Quante coppie  scoppiano per qualunque ragione.  Quante persone convolano a nozze poco dopo essersi frequentate per poi capire che il matrimonio non è tutto rose e fiori e si separano poco dopo.

Quanti, dopo aver lasciato il proprio compagno o compagna per l’ennesima passione consumata e bruciata, pensano a cosa hanno perso e provano a tornare indietro. Un’infinità.

Io credo che Bauman, semplicemente, abbia ragione.  

Ha ragione quando parla di “amore liquido”.

Ha ragione quando parla della differenza tra emozione e sentimento.

D’altra parte noi oggi abbiamo a che fare con un una serie di stimoli e realtà che impongono un consumo veloce e fugace di qualunque cosa. Consumare qualcosa per poi cercarne avidamente un’altra, che riempia il vuoto.

Già, il vuoto. Lo spettro dell’uomo contemporaneo. E con il vuoto la sua compagna, la noia.

Dobbiamo essere sempre connessi, comunicare come ci sentiamo, dove, cosa stiamo mangiando e con chi siamo. Cerchiamo considerazione, non sia mai che qualcuno non ci noti. Ma sempre – o quasi- ad uso e consumo personale. Più per una soddisfazione del nostro ego che per una reale necessità di essere amati.

E così confondiamo l’amore col bisogno. Siamo circondati da precarietà, sappiamo che tutto può finire prima o poi e dunque perché aspettare, perché faticare per poter costruire qualcosa? Meglio averlo subito, consumarlo nell’immediato. D’altra parte oggi con uno smartphone e con un click possiamo avere e fare praticamente qualunque cosa. L’emozione è solo una necessità momentanea, da rimpiazzare appena viene esaurita.  Così come chi non ci piace più, perché in disaccordo con noi o perché semplicemente non ci interessa più avere a che fare con lui, viene “cancellato”. Non ti vedo, non ci sei, non esisti.

Da un lato cerchiamo l’elisir per trovare il vero amore o per far sì che duri, poi però siamo costantemente alla ricerca del nuovo, dell’emozione.

Ma i sentimenti sono un’altra cosa. Lo spiegava bene Bauman nel suo  libro “Nati liquidi”: i legami non esistono più, sono sostituiti dalle “connessioni”. Oggi ci sono, domani non si sa. Siamo lacerati, divisi, tra la ricerca dell’amore e la voglia di cercare emozioni sempre nuove. E così, siamo condannati a vivere rapporti brevi?

No. C’è il libero arbitrio, la libertà di scelta. Ognuno di noi è responsabile delle proprie decisioni e del proprio destino. Consapevoli del rischio e delle opportunità che ogni bivio presenta davanti a sé.

D’altra parte l’amore è anche sforzo, fatica, volontà. E’attesa, ricerca, impegno. Ma, come diceva il grande filosofo e sociologo scomparso proprio nel gennaio scorso, “ripaga  quest’attenzione meravigliosamente”.

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