Home Le nostre rubricheIl diario di Sonia Credete negli astri? Ne abbiamo parlato con Rino Jupiter e Manuela Villa

Credete negli astri? Ne abbiamo parlato con Rino Jupiter e Manuela Villa

di Sonia D'Agostino

Voi credete negli astri? Le evidenze scientifiche scarseggiano, ma molti ci credono. Perché? Quanto siamo influenzati dalle predizioni degli astrologi? E quante di esse trovano conferma nella realtà? Come sarà l’oroscopo di questo fine decennio?

È questo il tema su cui ci siamo interrogati questa settimana sulla nostra pagina Facebook di Io le donne non le capisco ed è ciò di cui abbiamo discusso insieme ai nostri ospiti in studio Manuela Villa e Rino Jupiter. 

Tutti noi ci fermiamo a leggere l’oroscopo quando lo vediamo, poi c’è chi crede tantissimo negli astri e legge sempre le caratteristiche dei segni zodiacali perché riescono così a comprendere le caratteristiche di altre persone e di conseguenza a saperle trattare. E c’è chi non crede nell’astrologia perché ritengono che per ogni segno zodiacale si trovano informazioni in senso generico. 

Rino Jupiter, astrologo di professione, ci svela che “in un gruppo c’è sempre un segno opposto all’altro e quest’asse crea una forza enorme. Per gli scienziati siamo semplici superstizioni ma sono riuscito a fondere l’astrologia con la scienza e l’ho riportata all’università. In fin dei conti l’agrologia è la base di tutte le materie scientifiche. L’oroscopia sono le previsioni che leggiamo tutti i giorni, è una cosa più goliardica, l’astrologia è un’altra cosa. In un segno zodiacale l’ascendente è importante al 30%, lo possiamo definire il nocciolo del nostro essere, ma la posizione lunare è ancora più importante. Per cicatrizzare l’anima bisogna mettersi nudi davanti la luna piena”. 

Manuela Villa ci rivela che “ogni tanto chiamo Jupiter per chiedere qualche informazione, leggo l’oroscopo, anche se cerco sempre di trovare qualcosa di positivo. Caratterialmente ho una corazza nel senso che cerco di far vedere la mia forza perché mi auto-incoraggio e ho il pensiero per gli altri, sono altruista, mi dispiace se una persona si preoccupa per me. Sono anche determinata, cerco di essere lungimirante e mi metto facilmente a disposizione degli altri, a volte esagero. Spesso gli addetti ai lavori mi hanno chiesto il perché della scelta del mio cognome, ma la mia risposta è sempre stata: “perché quando mi chiamavo solo Manuela dicevate che non potevo starci perché ero la figlia di Villa?”. Erano loro che mi mettevano dei marchi addosso. La mia è stata una presa di posizione, non volevo fare carriera sulle spalle di mio padre. Con il tempo ho imparato ad essere Manuela Villa, la prima cosa che ho fatto è stato portare rispetto a mio padre perché non può arrivare un figlio e distruggere la sua carriera”. 

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