Home Le nostre rubricheIl diario di Sonia L’amore e le cinquanta sfumature di corna

L’amore e le cinquanta sfumature di corna

di Sonia D'Agostino

Quando una coppia si lascia, è colpa di tutti e tre. Ma è davvero responsabilità dell’infedeltà, la fine di una storia? E soprattutto, uomini e donne tradiscono allo stesso modo?

I tempi sono cambiati: ci sono i social network, le donne hanno acquisito maggior consapevolezza di sé, c’è minore reticenza a camminare fuori dal binario. Se una storia non va più, si chiude.
Anche le scappatelle non sono più quelle di una volta. C’è una tale sfumatura di situazioni, di dinamiche, di reazioni, che è davvero impossibile fare una generalizzazione senza cadere nel banale.
Potremmo davvero parlare di “Cinquanta sfumature di corna”.
Intanto, è un dato di fatto che uomini e donne tradiscono in modo diverso ma, soprattutto, reagiscono in maniera diametralmente opposta. E’ vero che oggi ci sono – o sono venute allo scoperto – donne che senza problemi tradiscono e collezionano uomini per il solo piacere di farlo. Ma, solitamente, quando la donna tradisce è perché si è rotto qualcosa: il rapporto, da un punto di vista emotivo, non è più tale. E tradisce. Ma non si tratta, per lo più, di una scappatella a sé stante: la donna, quando tradisce, spesso lo fa con la speranza, o con l’intenzione anche velata, che da quella relazione nasca qualcosa di più. E chiude.
L’uomo no. Lui tradisce ma continua a stare a casa, perché solitamente ha difficoltà a fuoriuscire dalla casa coniugale. Certo, le attuali difficoltà economiche spesso sono un ostacolo e tante storie di separazioni vedono – ahimè- padri separati costretti a una vita da fame. Però, solitamente, il tradimento dell’uomo è più consumistico: se tradisce non vuole un’altra moglie, perché ce l’ha già. Come ha efficacemente sintetizzato un ascoltatore della trasmissione “Io le donne non le capisco” sabato scorso: “Non desiderare la donna d’altri: tanto tanto prima o poi comincia a rompere esattamente come la tua”. La psicologia del maschio, in fondo, è questa. Sarà perché l’uomo è più “basico”, o più pigro, sarà perché non sempre l’altra è migliore della donna che ha casa, al punto da lasciarla e abbandonare il tetto coniugale. L’uomo, per andarsene, deve innamorarsi pazzamente dell’altra, altrimenti non se ne va. La donna, invece, può benissimo lasciare il marito, anche se è da sola.
Quindi, non sempre la fine di un matrimonio è a causa di un tradimento. Soprattutto se a lasciare è la donna. Anche perché, spesso, ci sono dei segnali che vengono beatamente ignorati. Nulla accade all’improvviso, piuttosto ci sono input che non sono codificati, o si fa finta di non vederli. A volte basterebbe rimettersi in discussione, aprire gli occhi, provare a vedere le cose con un’angolazione differente. Ma si fa pochissime volte. Al punto che poi il vaso si rompe e rimettere insieme i cocci è impossibile.
La soluzione qual è? E’davvero impossibile mettere insieme due mondi così diversi? Personalmente non credo. Ma soprattutto è un lavoro costante. L’errore più grande è pensare che, una volta conquistata la persona amata, poi la stessa resti lì, come un bel quadro appeso alla parete. Ecco, credo che questa sia l’anticamera della fine. E questo forse, accomuna entrambi.

(Foto by www.urbanpost.it)

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