Home Le nostre rubricheIl diario di Sonia Lo stress da valigia intelligente

Lo stress da valigia intelligente

di Sonia D'Agostino

Dio solo sa quanto è complicato per noi donne preparare una semplice valigia. Ma se poi ci vengono messi anche dei paletti, allora siamo proprio fregate.
Procediamo con ordine logico.
In famiglia si è deciso di prenotare una crociera, aereo Roma- Dubai poi, costa -costa, si fa il giro degli Emirati Arabi. Clima previsto dai 18 ai 30 gradi.
Bene, ecco i paletti.
Di giorno fa caldo, ma bisogna andare in giro coperte perché non sono gradite donne con braccia e gambe in evidenza.
La sera, se si cena in città, a causa della forte escursione termica c’è bisogno di indossare qualcosa di più pesante. Ma, se si resta sulla nave, considerando quel tanto che basta di aria condizionata, il clima tende al freschetto primaverile.
Ah, dimenticavo, è prevista una giornata di mare e poi c’è la cena elegante, quella organizzata dal comandante della nave.

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E ora vengo al nocciolo della questione.
Come si fa a far entrare tutto quello che serve in una valigia di medie dimensioni? Direte voi, prendi un bagaglio più grande.
E no, sembra facile ma credetemi non ce la faccio a sentirmi dire per l’ennesima volta: ma dove vai con tutta quella roba? Dobbiamo stare fuori solo una settimana non devi traslocare!
No, non ce la faccio proprio.
E poi la lista delle cose da portare è sempre lunga.
Ad esempio, il phon non te lo porti? Ma che ci fai con quegli apparecchi appesi al muro dei bagno in camera che fanno un gran rumore e buttano fuori solo aria tiepida?
E la piastra non te la porti,  che poi i capelli con l’umidità si increspano?
Ti puoi mai lavare i capelli con lo shampoo che ti fanno trovare sulla mensola del bagno? E la bottiglietta di smalto non ti serve? E se il colore si sbecca su un’unghia a chi ti appelli?
Vogliamo parlare delle scarpe?
Un paio chiuse e uno aperto da passeggio, uno da mare è uno per la sera, siamo al minimo sindacale.
E poi ti prende lo scrupolo, quattro paia di scarpe per sette giorni?
Non c’è proprio niente da fare, siamo proprio diverse.
Gli uomini sono molto più basici: qualche maglietta, qualche camicia, un paio di maglioni, due o tre pantaloni e il gioco è fatto. Si creano meno problemi.
Loro si, che pensano a pregustarsi il viaggio e stanno belli tranquilli a controllare la scadenza dei passaporti e i documenti di viaggio…Mentre noi, fino alla mattina del fatidico giorno, continuiamo imperterrite a mettere e togliere cose dalla valigia, secondo la logica del questo sì, questo no.
Che condanna!

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