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Famiglia è… Come si sviluppa l’attaccamento

di Maddalena Ciadella

Cosa è la Famiglia? Quali sono i criteri che ci aiutano a definirla? Dai primati al biberon, ecco come si sviluppa l’attaccamento

Le ricerche in ambito psicologico lo dicono ormai in modo chiaro: la famiglia è il luogo dove un bambino si sente amato ed essere genitore o compagno/a equivale alla capacità di sapersi prendere cura dell’altro. E per “essere famiglia” la generatività non è una condizione necessaria Vengono in mente personaggi leggendari come Tarzan o Mowgli allevati e accuditi in modo assai originale: il primo allevato dalle scimmie, il secondo dai lupi. Storie che mostrano quanto il legame di attaccamento poggi su basi diverse dal mero essere procreatore biologico.

E già Harlow lo segnalava negli anni ’60 con gli esperimenti sugli effetti della deprivazione affettiva nei primati. Alcune scimmie tenute per lungo tempo in isolamento vedevano attenuate le successive manifestazioni patologiche se, ad un certo punto, veniva offerto loro un simulacro di madre come un manichino di legno rivestito di stoffa che imitava la pelliccia della madre. Altre scimmie avevano a disposizione un manichino di rete metallica, che forniva solo nutrimento. Questo, però, non attenuava la sindrome da isolamento. La “madre morbida”, confortevole e rassicurante al contatto era di gran lunga preferita all’altra madre, benché fornita di biberon . L’attaccamento si sviluppava, dunque, non con chi provvedeva a nutrirlo, ma con chi gli forniva calore e sicurezza. Affetto ed empatia, diremmo noi.

E allora Famiglia è… il luogo e il contesto dove la qualità dell’accordo tra i genitori e il sostegno reciproco li aiuta a svolgere la funzione genitoriale .
Famiglia è… ogni luogo dove c’è un caregiver, cioè una persona in grado di rispondere ai bisogni di un bambino e che si prende cura di lui in modo che possa crescere sereno .
Famiglia è… (senza dubbio) il contesto relazionale dove ci sono persone adulte che si amano e che con amore riescono ad essere un punto di riferimento e una base sicura per quel bambino.

E come i piccoli macachi, i bambini hanno bisogno di figure di riferimento responsive e presenti in grado di fornire nutrimento emotivo. Troppo spesso ci si limita ad essere simulacro genitoriale, con biberon in mano ma pelle metallica. Convinti che il biberon basti, dimentichi del fatto- anche scientificamente asseverato – che solo se c’è amore, c’è famiglia.

di Maddalena Cialdella
Psicologa clinica e psicoterapeuta della famiglia

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