Home Lei e luiCoppia e Famiglia Gli Uomini Peter Pan e le Donne Campanellino Protagonisti del III Millennio

Gli Uomini Peter Pan e le Donne Campanellino Protagonisti del III Millennio

di Loredana Petrone

C’è un’Isolachenoncè per ogni bambino, e sono tutte differenti.”

(SIR JAMES MATTHEW BARRIE)

Chi di noi non ricorda Peter Pan e Trilli, due dei fantastici personaggi che popolano l’Isolachenonc’è? Un’isola remota, che può essere raggiunta volando fino al punto più alto del cielo, e poi la direzione da seguire è “seconda stella a destra, poi dritti fino al mattino”. Quest’isola è un luogo idilliaco dove tutto è possibile, un luogo pieno di avventura e divertimento, abitata da fanciulli che non hanno e non vogliono alcuna responsabilità. Leader di questo gruppetto è Peter Pan, un eterno bambino con tanta paura di crescere, per questo motivo non vuole affrontare i problemi e raggiungere la maturità. Sua compagna di avventure è l’affascinante ed insopportabile Campanellino, che incanta e seduce, ma nel contempo è un’abile manipolatrice ed è gelosa del suo Peter!

Questi personaggi non vivono, ahimé, solo sull’isola che non c’è, ma sono quotidianamente tra di noi.

Chi  è l’Uomo Peter Pan? E chi la Donna Campanellino?

I moderni Peter Pan sono uomini che, pur avendo abbandonato l’Isolachenonc’è, non vogliono crescere e diventare adulti. Sono adulti, dai 30 ai 45 anni, che rifiutano l’idea di maturare e assumono atteggiamenti tipicamente adolescenziali. Tali atteggiamenti derivano da uno stato mentale di totale immaturità, rifiuto di assumersi ogni responsabilità e incapacità ad impegnarsi seriamente in qualsiasi cosa che sia minimamente di intralcio alla propria spensieratezza e serenità.

Il pensiero ed il comportamento è tipicamente adolescenziale. Si comportano come quei giovani egocentrici che amano solo il divertimento e la programmazione viene bandita come superflua. Sono ostinati e per un verso o per un altro non ascoltano nessuno e vanno dritti per la loro via.

Il loro leitmotiv  è;  “Poi si vedrà…”,per questo motivo riescono a vivere euforicamente nel presente, in un mondo ideale privo delle regole e dei doveri del mondo degli adulti. Dietro l’atteggiamento di godersi la vita e pensare solo al proprio benessere, tuttavia, potrebbe celarsi la paura di non sentirsi adeguato ad affrontare la vita con le sue vicissitudini.

L’irresponsabilità è uno dei loro tratti principali e viene espressa attraverso la colpevolizzazione degli altri e l’incapacità di mantenere gli impegni. Nell’ambito dei rapporti di coppia, non si sforzano per creare una relazione matura e stabile. Sono uomini-bambini che non vogliono crescere  e maturare, per cui sono incapaci di prendersi cura, proteggere o portare avanti una relazione di coppia. Per questo la maggior parte di loro ha solo relazioni superficiali, che non durano per molto tempo e non si trasformano in un rapporto stabile, proprio perché rifuggono gli impegni fissi.

La moderna Campanellino, anche lei, ha abbandonato l’Isolachenonc’è, per inseguire il suo Peter, da cui ne risulta incredibilmente attratta. E’ affascinata dal lato fanciullesco ed irresponsabile di quest’uomo. Con Peter ricerca nuove vie e nuove soluzioni, non si ferma mai, si rinnova continuamente ed in particolare ama la spontaneità di Peter che ritiene l’elemento base per la costruzione di un rapporto di coppia. Se questo aspetto però dovesse venir meno, la donna Campanellino, con un battito d’ ali, vola via, piena di delusione ed amarezza, senza riuscire a vivere come Peter un amore maturo. Anche Campanellino è disimpegnata nella costruzione di una relazione matura, tant’è che appena viene trascurata vola via alla ricerca di un altro Peter con cui vivere altre avventure.

Cosa fare per godere  una relazione autentica con l’Altro?

Per vincere i disagi provocati dalla sindrome di Peter Pan e Campanellino occorre esporsi al rischio di soffrire, occorre abbandonare l’egocentrismo onnipotente e calarsi nella realtà con i suoi risvolti. L’evoluzione passa necessariamente attraverso la scoperta del dolore dentro di sé, che aprirà le porte all’amore. Occorrerà imparare ad amare, innanzitutto se stessi, non come fredda immagine idealizzata ma nella propria pienezza di essere umano, facendo i conti con i propri limiti, il dolore, la caducità. Solo così, si riuscirà a vedere l’altro e amarlo per ciò che è.

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