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Fare l’amore in gravidanza: visto da Lui

di Pier Paolo Mocci

Questa volta la redazione di Io le donne non le capisco ha voluto esplorare il sesso in gravidanza, dalla parte dell’uomo. Come viene davvero vissuto questo momento? Perché se è vero che ognuno la vive a modo suo, ci sono tante leggende metropolitane che vanno sfatate e superate!

 

Fare sesso con una donna incinta in stato avanzato è francamente difficile. Non tanto tecnicamente, ma psicologicamente. Perché si è in tre, e uno di questi è un minore non consenziente. Inutile dire che è la cosa più semplice e naturale del mondo. Non è così. Non lo è stato per me. Almeno con il primo figlio, dieci anni fa. E il fatto che lei fosse stata “curvy” era anche un pregio, a noi che piacciono le donne con le forme la cosa poteva passare anche inosservata (cresce tutto, tette comprese che diventano gigantesche). Insomma, tecnicamente, nulla da dire. Con l’amore a rendere tutto magico si potrebbe presupporre una passeggiata di salute. Ma non è affatto così.

 

Sesso in gravidanza

La leggenda.

Ci vogliono anni e anni (non di esperienze, ma di maturità personale) per conoscere il corpo di una donna, e francamente a 26-27 anni si è inesperti o totalmente inesperti. A mala pena riesci a capire cosa hai tra le gambe e come vada usato, figuriamoci se riesci a comprendere, ascoltare e muoverti accanto al corpo di una donna che sarà anche probabilmente tua moglie e sicuramente la madre di tuo figlio. Insomma, mentre stai per fare sesso ti passa un mondo in testa e addosso e, come dice non a caso l’adagio: “il pene non vuole pensieri”. Le pause di lei, i suoi respiri, la sua sessualità e sensualità di certo non le hai imparate a scuola ma su un muretto a 14 anni, svezzato dalla banda di amici più grandi con la Nastro Azzurro in mano e i motorini truccati sotto al culo. A Roma li definiremmo “na manica de cazzari”. Tutto quello che è un uomo ha ascoltato da adolescente sulle donne tramandato in maniera leggendaria da qualche cugino o amico di amici va rimosso al più presto. Ma le scorie rimarranno. E in quella stanza da letto con un pancione in mezzo, tra te e lei, riaffioreranno come il lungo flashback di Bob De Niro nella fumeria d’oppio in “C’era una volta in America”.

Siamo in 3

Azzera tutto e riparti.

Una donna più cresci e più impari a conoscerla. Ma a vent’anni il sesso è vissuto in prima persona. Dopo i trenta invece, ti accorgi di avere una partner accanto anche con un’anima e un cervello. E cambia tutto, in meglio. È grazie a quella consapevolezza (unita a tutto il resto, passione, erotismo, ecc…) che – cosa non da poco – ci permette sempre più facilmente di farle raggiungere l’orgasmo. Ma di questo ne parleremo un’altra volta.

Sesso in gravidanza

Dicevamo del sesso con lei al settimo mese. Forse non ha neanche tutta questa voglia, o forse sì, non lo saprai mai. Le donne in questo sono eccezionali. Pur di soddisfare il loro partner direbbero bugie bianche senza essere mai scoperte. Le donne sono meravigliose per questo. Quando amano danno incondizionatamente per farti stare bene. Senza scopo di lucro. Il sesso allora, al settimo, ottavo e nono mese di gravidanza (e nei mesi subito successivi al parto) lo fanno, forse, più per te che per loro. Ma non è neanche questo il punto. Il punto è che noi maschi di fronte al nostro primo figlio lì dentro abbiamo un inevitabile calo della libido. Il pomeriggio lo abbiamo visto all’esame morfologico in 3D. Un bimbo di circa una ventina di centimetri che si ciuccia il dito e sembra addirittura aver sorriso. Scalcia, si muove. E nelle foto che ti hanno dato qualcuno già dice che ti assomiglia. Sarai padre, proprio tu, bimbo minchia che giochi ancora con la Playstation e fai il Fantacalcio. E ti ritrovi a proteggere quella pancia piena di vita in ogni momento. Per quanto tu possa amare la tua compagna e avere un indistinto desiderio sessuale hai nella mente troppa roba. Troppi pensieri che neanche una sbronza basterebbe, perché poi ti addormenteresti nel migliore dei casi o avresti problemi meccanici nei peggiori. Ci sei, il tuo corpo reagisce, lei è bellissima. Ma quando si tratta di passare da un forzato petting alla penetrazione, quella ridicola barzelletta che hai sentito da quei quattro amici cazzari si materializza e ricordi il momento esatto, probabilmente estate del ’96, quando uno di loro scese dal vespone e disse tra lo stupore degli astanti e il frinire delle cicale: “No, rega’, non sapete che è successo ad un amico di mio fratello l’altra sera. Stava a scopa’ con la moglie incinta, e a forza de spigne ha toccato con la punta del pisello la testa der regazzino…”.

Sipario.

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