Home Lei e lui Cos’è la solitudine e come combatterla: piccolo vademecum per sentirsi meno soli

Cos’è la solitudine e come combatterla: piccolo vademecum per sentirsi meno soli

di Loredana Petrone

La solitudine è fonte di felicità e tranquillità dell’animo

(Arthur Schopenhauer)

Nell’esperienza umana c’è una solitudine ricercata come valore, come spazio di individuazione e di introspezione, una solitudine necessaria per elaborare i momenti di separazione che caratterizzano le tappe evolutive dei processi di crescita, ma ci sono anche stati psichici in cui la solitudine è sentita come condanna, come impossibilità o incapacità di “stare con”. Questo sentimento di solitudine è molto doloroso, la percezione della solitudine si associa a stati interni di insoddisfazione, di tristezza, di ansia, di timore o addirittura di disperazione. Spesso la solitudine si accompagna spesso all’idea di vuoto. Infatti, per dire che ci sentiamo soli usiamo spesso immagini come “sento un vuoto”, “la casa mi sembra vuota”, “sono come svuotato/a”.

Proprio per tal motivo Theresa May prende atto che gli individui sono rimasti soli e nomina per la prima volta un Ministro apposta per loro, forse anche perché per apprezzare le delizie della solitudine bisogna prima avere conosciuto quelle della solidarietà.

Ma la solidarietà è sufficiente per combattere la solitudine?

Non bisogna dimenticare, che indipendentemente dalla solidarietà che si può fornire alle persone che vivono tale condizione, il sentimento di solitudine riguarda il nostro mondo interno.  La mancanza che, a livello di coscienza, avvertiamo come esterna, come mancanza di amici, di genitori, di un partner, insomma di qualcuno che ci voglia bene e si curi di noi, è in realtà la proiezione al di fuori di noi di una mancanza interna, di un vuoto, cioè dell’assenza di quelle risorse interne che ogni essere umano dovrebbe possedere, come risultato delle proprie potenzialità energetiche e della tesaurizzazione delle esperienze positive della propria esistenza.

Senza necessariamente promuovere un Ministero della Solitudine cosa  si potrebbe fare per combatterla?

Vademecum per combattere la solitudine:

  1. Smentisci interiormente di possedere una personalità incline alla solitudine.
    Se si crede di avere una personalità problematica, non è possibile uscire da questo ginepraio. Perciò, anche se è da una vita che ci credi, anche se lo hai sentito dire o letto su prestigiosi articoli, rinuncia alla convinzione di avere una specie di impronta alla solitudine. Se persevererai nel mantenere questa convinzione allora sarai destinato a conservare indefinitamente questa percezione.

 Sii più esigente con te stesso.

Solitamente abbiamo molte aspettative riguardo agli altri ed il loro comportamento o a ciò che dovrebbe accadere di positivo nella propria vita. Da qui il passo verso la delusione è breve. Quindi non richiedere che la fortuna ti baci o che le persone siano comprensive o presenti o buone. Devi richiedere a te stesso/a maggior volontà e voglia di sperimentare. Devi accettare l’idea che soltanto tu puoi cambiare le cose, ma ciò richiede un cambiamento da parte tua. D’altronde la solitudine è un’esperienza personale che può trovare il proprio scioglimento solo in una cambiamento interiore.

Fai nuove attività dove incontrare persone.

La scelta è vasta: palestre, scuola di ballo, attività di volontariato, spettacoli teatrali,  conferenze a tema, cinema, concerti, viaggi organizzati, corsi di fotografia, di pittura, eccetera. In base alla tua età trovi un vasto assortimento di possibilità. Qualunque sia la tua scelta devi cercare di interagire con le persone che incontri.

Prendi l’iniziativa.

In qualunque nuova esperienza, devi crearti nuove conoscenze prendendo l’iniziativa. La timidezza potrebbe ostacolarti creandoti la sensazione di non poter fare il primo passo. Ovviamente la timidezza richiede un approccio diverso da quello a cui mira questo articolo. Quindi al momento, in modo sbrigativo ti suggerisco di non enfatizzare troppo questo tuo presunto limite. Agisci con tutta la forza che hai: sulle prime arrossirai, la tua voce sarà insicura, ma poi, dopo alcuni piccoli fallimenti e dopo le prime battute, il disagio sparirà presto. Il massimo che può accadere è che le persone noteranno che sei un po’ impacciato. Ma non è un difetto abbastanza terribile da allontanare qualcuno. anzi, a volte può perfino incoraggiare l’altro a dare seguito al tuo spirito d’iniziativa.

Crea amicizia senza essere assillante.

A volte, qualcuno cerca di trovare amici forzando la mano, cercando di essere simpatico a tutti i costi o tormentando il nuovo conoscente. L’insistenza può danneggiare l’amicizia. Quindi avanza con gradualità. Devi imparare ad essere paziente senza pretendere dagli altri più di quanto non ti vogliano dare.

Conversazioni personali sì, ma sii leggero.

Quando conosciamo persone con cui ci sentiamo al proprio agio, è facile lasciarsi andare a confidenze personali, critiche e giudizi su altri o sul mondo. Attenzione: ci sono argomenti che possono spaventare o infastidire l’altro. Bisogna dosare bene gli argomenti e prestare attenzione alla sensibilità dell’interlocutore, senza urtare il suo credo e le sue intime convinzioni. Non parlare troppo dei tuoi problemi.

Ascolta l’interlocutore e fai domande.

Un problema comune è che si tende a parlare molto e fare poche domande. A volte questo è dovuto ad un tentativo di bloccare l’imbarazzo (temiamo il silenzio), altre volte dipende da una mancanza di sensibilità ed empatia. Se vuoi creare un’amicizia, sappi che è necessario porre attenzione alle esigenze dell’altro, ai suoi problemi e i suoi interessi. Fai domande, quando parli fai delle pause e verifica che l’altro non abbia qualcosa da dire. Quando l’altro parla ascoltalo attentamente così da fare domande specifiche che concernono ciò che ha appena espresso.

Parla con tutti.

Abituati a salutare le persone per strada sorridendo loro. Fai uno scambio di battute con la cassiera, il panettiere o il postino. Chiedi come stanno, fai qualche battuta e sorridi il più che puoi. Parla con il vicino di casa e mantieniti allegro con le persone al lavoro. Ricordati che troppo spesso, schiacciati dal peso delle pressioni quotidiane, finiamo per fare esattamente il contrario chiudendosi al mondo intero. Tutte le persone che incontri casualmente o quotidianamente sono mezzi attraverso i quali puoi allenarti a diventare una persona socialmente appetibile. Una vita di relazione più soddisfacente migliora anche la salute!

Non metterti al centro del mondo.

Chi soffre di solitudine manifesta anche sentimenti di afflizione, tristezza e infelicità. Una delle ragioni è che ci si aspetta di essere amati, ricercati e considerati. Ma così facendo ci bruciamo proprio questa opportunità poiché nel ricercare affetto comunichiamo malessere così che le persone attorno a noi si sentiranno obbligate e fanno un passo indietro. Se viviamo con un dolore perenne rischiamo di attirare degli infermieri e non degli amici. L’infelicità diventa a quel punto inevitabile. La soluzione è dunque quella di non pretendere di essere amati, cioè di non metterci al centro del mondo. Se invece mettiamo al centro il benessere dell’altro ecco che ci attiveremo nell’essere più disponibili, più gentili, comprensivi, empatici e simpatici. Questi sono degli ingredienti molto invitanti per gli altri. L’amicizia è alle porte.

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