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Viaggio indietro nel tempo? Torno con le mie scelte

di Maria Fabia Simone

Questa settimana noi della redazione di “Io le donne non le capisco” ci siamo lanciate in un interrogativo che coinvolge il valore delle scelte nella vita degli individui e la possibilità di modificarle attraverso un viaggio nello spazio-tempo. In attesa di parlarne sabato 13 ottobre sulle frequenze di Radio Radio, condividiamo con voi una riflessione sul tema.

Da adolescente il celebre film di Robert Zemeckis, “Ritorno al futuro”, e la macchina del tempo dello scienziato Doc erano capaci di tenermi a lungo incollata alla tv. Tuttavia confesso che, della trilogia, il secondo capitolo era quello che mi piaceva guardare e riguardare, domandandomi come sarebbe stato muovermi, da adulta, in quel mondo con le vetture e i semafori sospesi in aria.

In quegli attimi nella mia mente nessuna immagine precisa prendeva forma: tutto era possibile. Ciò che mi affascinava era credere che il progresso, un giorno, avrebbe reso reale il racconto di Zemeckis e, ovviamente, io già mi vedevo sfrecciare con il mio skateboard volante e la musica sparata nelle cuffie.

Ma allora non ero cosciente del fatto che andare nel futuro significasse gettarsi nell’incognito, mentre mettere la retromarcia e tuffarsi nel passato fosse qualcosa di completamente diverso: se sposti indietro le lancette dell’orologio, ad aspettarti non ci sono spazi sconosciuti, ma circostanze e sfide con cui tu già hai avuto modo di confrontarti. E anche in questo l’opera cinematografica del grande regista statunitense non esita a ricordarci che i viaggi nel tempo non sono privi di imprevisti e di conseguenze.

Non dimentichiamoci, infatti, che ogni decisione presa porta con sé una serie concatenata di eventi, legami, emozioni: modificare una scelta vuol dire stravolgere tutto l’assetto generale della nostra esistenza. Siamo inciampati in un matrimonio sbagliato? La macchina del tempo ci permetterebbe di mandare a monte le nozze e di lanciarci in una vita da single e seduttori incalliti. Niente di condannabile tutto questo, ma come la mettiamo se con quella persona abbiamo avuto dei figli? In questo caso riavvolgere il nastro del tempo significherebbe ottenere la possibilità di una nuova vita, ma perdendo pezzi importanti di quella creatasi dopo il nostro “errore”.

Dunque tu rifaresti le stesse scelte se tornassi indietro? Questa è la domanda delle domande. Istintivamente siamo quasi tutti portati a rispondere di no perché nella vita di ognuno c’è stato un momento in cui un gesto, una parola, un incontro hanno cambiato la traiettoria della nostra esistenza. Nel bene e nel male.

C’è chi si tormenta su cosa sarebbe accaduto se avesse accettato un lavoro all’estero invece di rimanere in Italia; e chi pensa a come sarebbe andata se non avesse lasciato andare un amore… E ancora: c’è chi si interroga su cosa sarebbe successo se quel giorno avesse risposto di sì, al posto di impuntarsi su un “no” irrevocabile; o se quell’altra volta ancora avesse avuto il coraggio di dire la verità e chiedere un’altra possibilità, anziché nascondere la testa sotto la sabbia. Bivi di fronte a cui la strada imboccata ha determinato il corso delle nostre vite: qualcosa che non si può modificare, ma che ha cambiato ciascuno di noi, lasciandoci addosso a volte i segni dei rimpianti, altre, al contrario, quelli soddisfatti della scelta indovinata.

In quest’ultimo caso, quel “se” che ogni tanto viene a bisbigliare alle nostre orecchie non ci tortura e la risposta alla domanda delle domande è scontata.

Ma nell’altro caso, siamo proprio sicuri che, una volta tornati indietro, non intraprenderemmo lo stesso cammino? Pensiamoci bene: le decisioni che prendiamo sono spesso espressione di ciò che siamo, certamente in quel momento esatto, ma sono sempre il riflesso di noi stessi, anche quando riteniamo che le circostanze non ci offrano alternative.

Se ora la macchina super tecnologica dello scienziato Doc fosse a mia disposizione, la esporrei ad accelerazioni, brusche frenate  e avarie al motore. Una volta catapultata nel mio passato, infatti, non sono  così sicura che prediligerei direzioni diverse da quelle a me già note. So, invece, che verrei stritolata da un turbinio di dubbi e considerazione su tutte le eventuali “perdite” a cui andrei incontro indirizzando la mia vita in modo differente.  Così finirei a fare mille giri attorno alla decisione incriminata e infine, probabilmente, andrei di nuovo a braccetto con lei. In fondo, spesso prendiamo consapevolezza di noi e dei nostri desideri proprio attraverso i nostri sbagli. Ma se non conosciamo il loro aspetto, il nostro modo di essere ci porterà comunque da loro, anche se per sentieri diversi.

Proprio mentre scrivo, rifletto su come alcuni eventi degli ultimi anni mi abbiano condotta nel cerchio della vita di alcune persone e sono convinta che se non avessi commesso degli errori di valutazione, a loro non sarei mai arrivata. Sicuramente avrei abitato altre esistenze, è vero, ma non sarebbe stata la stessa cosa. Non sarebbero state “quelle persone”.

Tutto ciò che sono diventata, che conosco e che ho imparato è figlio imperfetto delle mie decisioni altrettanto imperfette.

Nemmeno una macchina del tempo può indicarci una via scevra da fratture e inciampi perché la possibilità di riavvolgere il nastro del tempo non ci protegge dagli sbagli. Ma questa non è una condanna. Anzi, ci ricorda che siamo umani, privi del potere di cambiare il passato, ma sempre in grado di agire sul nostro presente e di modificarlo per plasmare il nostro futuro.

Se perciò adesso Doc, con i suoi occhi a palla e i suoi capelli bianchi, si palesasse davanti a me dicendomi “Baby, monta sulla macchina che andiamo a farci un giro tra le tue scelte insensate”, declinerei l’invito e mi terrei la mia valigia contenente le decisioni rivelatesi erronee.

A quel punto non so come reagirebbe lo strambo scienziato, ma ho la vaga sensazione che esclamerebbe: “Certo che io le donne proprio non le capisco!”. Io lo guarderei andare via con la macchina del tempo, consapevole che un giorno mi domanderò come sarebbero andate le cose se avessi accettato la proposta di Doc.

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