Home Lei e luiSesso Sesso: alla scoperta del piacere. 10 modi per rivedere il maschile e il femminile

Sesso: alla scoperta del piacere. 10 modi per rivedere il maschile e il femminile

Nella prossima puntata di “Io le donne non le capisco”, che andrà in onda sabato 20 ottobre alle 11 su Radio Radio, si parlerà del tema della sessualità, analizzandone le varie sfaccettature. Dopo aver lanciato un sondaggio sulle nostre pagine social, interrogando la nostra community sulla questione del “sesso al primo appuntamento”, noi della redazione abbiamo voluto raccogliere anche il parere di un esperto.  

In questo articolo il Prof. Fabrizio Quattrini – Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo, PhD e Docente presso l’Università degli Studi de L’Aquila – , invita tutti noi, uomini e donne, a puntare uno sguardo diverso sul piacere maschile e femminile.

 

L’esperienza erotico-sessuale descritta, troppe volte, come “naturale”, “normale”, “giusta”, dove è chiara una dimensione unica e singolare del fare sesso, è spesso vissuta dai partner in modo esclusivamente meccanico.

In una società dove si respirano a pieni polmoni le novità e la tecnologia permette a chiunque di entrare in contatto diretto con un certo sapere, l’esperienza erotico-sessuale continua a rimanere fortemente ancorata a una visione ricca di stereotipi e false credenze: un tabù.

Dalla mia esperienza di clinico e terapeuta della sessualità, posso confermare che tutto quello che ruota attorno al tema del “sessuale” è ancora riposto nella paura dell’intimità. Intimità intesa con un’accezione negativa, qualcosa di cui ci si può vergognare, qualcosa che può preoccupare in quanto fortemente ancorata al giudizio e pregiudizio dell’altro, diverso da sé, e che inevitabilmente si trincera dietro il concetto più complesso di privato.

Questo concetto radicato nella nostra cultura e sostenuto da una filogenesi del sapere che, alimentata dalle esperienze di tipo religioso, ostacola la coscienza e la sana espressione del “voler sapere”, promuove una filosofia del “fai da te”, allontanando la necessaria esperienza dell’educazione affettiva e sessuale, e quindi del libero “sapere fare”.

Considerando che, ad oggi, l’educazione sesso-affettiva è scarsamente presente nei curricula scolastici e che non esiste ancora una regolamentazione giuridica in merito, promuovere un’educazione sessuale per adulti può consentire un nuovo modo di guardare alla sessualità, imparando a gestire i propri bisogni e le proprie “reali” e importanti esigenze erotico-sessuali.

Il sesso rimane un’incognita, un comportamento dell’esperienza di vita, che solo con enorme difficoltà può essere svincolato dal concetto più comune e comodo di procreazione. Difficilmente gli esseri umani entrano in contatto con un’educazione affettivo-sessuale chiara e funzionale e cosa più importante, con estrema fatica, si allontano dalle convinzioni ancorate all’imbarazzo e all’ignoranza. La sessualità e il piacere sessuale non possono restare chiusi dentro una bolla di sapone, sono elementi portanti della struttura funzionale, di base dell’essere umano e quindi hanno bisogno di essere sostenuti e indirizzati al meglio.

Oggi la sessualità maschile, da sempre studiata e documentata più dal punto di vista biologico-medico che da quello emotivo psicosessuale, evidenzia una fragilità dell’intimità maschile che vede, in primo piano, il concetto di meccanicità del piacere. Una meccanica della sessualità che, inevitabilmente, alimenta gli stereotipi sociali e vede gli uomini perdere il “contatto” con l’esperienza corporea, con il vissuto emotivo, con la consapevolezza e il riconoscimento del benessere e dell’eros.

Ecco allora che, anche per l’uomo “che non deve chiedere mai”, è giunto il momento di mostrarsi, allontanando false credenze e imparando a comprendere una nuova modalità comunicativa ed espressiva dell’essere “maschio”. Educare il maschile, ovvero educare a una nuova maschilità può solo che allontanare l’ignoranza, permettendo all’essere umano di apprendere dall’esperienza e migliorare le proprie conoscenze necessarie ad abbattere gli stereotipi e le fragilità. Fragilità che, negli ultimi anni, lo hanno accompagnato in percorsi bui, disfunzionali e disagianti, deprimendo sempre di più la sfera intimo-erotico-sessuale!

Cercare di non rimanere trincerati dietro costruzioni mentali falsate o comunque inesatte, concedersi di non affogare nel mare melmoso dell’ignoranza – dove, per sopravvivere, si respirano solo arroganza e presunzione – sono due possibili ipotesi che fanno intravedere uno spiraglio all’uomo nuovo. Un uomo che impara a salvare se stesso, ma non come ha sempre storicamente dimostrato, facendosi riconoscere e applaudire dall’altro diverso da sé, dalla collettività giudicante.

L’uomo può imparare a valorizzare e riscoprire l’eros, concedendosi di promuovere una sessualità dove il piacere è una chiara espressione di benessere.

Nella sessualità femminile è semplice pensare a una dimensione parallela tra il femminile e l’essere donna, ma in realtà tutto può variare ed essere identificato come complesso o problematico se è associato al piacere erotico-sessuale, all’orgasmo, al benessere psicocorporeo. In questa accezione giocano un ruolo di forza la cultura di appartenenza e gli stereotipi che frenano ogni naturale evoluzione del benessere sessuale, indirizzando ancora molte donne a vivere l’erotismo, da un lato, con un senso di peccato e vergogna, e dal lato opposto, con arroganza e presunzione, imitando grossolanamente uno stile di vita e un comportamento maschili.

Ecco allora qualche suggerimento per ripensare il maschile e il femminile:

 

  1. Virile è espressione di rispetto e nell’uomo deve integrare perfettamente il concetto più ampio di responsabilità. Essere uomini significa rispettare se stessi, imparando a non giudicare l’altro diverso da sé. La donna deve imparare a recuperare la propria femminilità, riconoscendo di avere sconfitto principi azzurri e padri padroni, ma anche di non avere bisogno di superpoteri. I tratti stereotipati del maschile e del femminile devono essere abbandonati, non mischiati e reinventati;
  2. Emozionarsi non è cosa da femmine. L’uomo moderno deve concedersi la possibilità di riconoscere e soprattutto di vivere quanto sentito e amplificato nella propria “pancia”. È possibile educare l’uomo a riconoscere le proprie emozioni, sentire cosa è piacevole, evitando di rimanere ancorato alle logiche della meccanica del piacere e sentendosi libero di essere se stesso. La donna deve recuperare una forma di seduzione non finalizzata al raggiungimento di obiettivi materiali, ma come naturale desiderio di piacere, di interessare e di essere considerata per ciò che è;
  3. Essere uomo non si misura con la sola dimensione dell’organo maschile. Essere donna deve contemplare un’importante dose di assertività dove lo stile comunicativo utilizzato deve consentire una espressione e una risoluzione delle dinamiche relazionali, evitando passività e aggressività;
  4. La forza maschile non è solo quella fisica, ma soprattutto quella interiore, associata alla pazienza e alla comprensione. La forza femminile è quella di Pensarsi come persone in diritto di godere del proprio corpo e della sessualità, e considerarsi esseri orgasmici;
  5. Essere liberi significa essere se stessi, sia per gli uomini che per le donne. Siamo tutti esseri umani!
  6. Anche l’uomo può dire di no alla sessualità e la donna può imparare ad ascoltare questi no senza giudizio. La donna può rivelare con serenità i propri “sì” alla sessualità;
  7. Il sesso non ha età. Anche se la donna entra in una dimensione fisiologica di cambiamento importante con la menopausa, è doveroso riconoscerlo semplicemente come una seconda primavera. Nell’uomo l’andropausa non esiste!
  8. I ruoli di genere possono essere ritrattati;
  9. Aprirsi è sempre meglio che chiudersi;
  10. La sessualità non è un dovere.
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