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La bellezza e’ sempre di moda! : QUI MILANO

di Marta Sannito

La bellezza è negli occhi di chi guarda è una frase famosa detta già dagli antichi greci, anche se nella sua forma attuale e più diffusa venne detta per la prima volta dall’economista Molly Orshansky.

Shakespeare ha espresso un analogo sentimento e una frase simile in Love’s Lost, 1588.

Fin dall’antichità la bellezza femminile è stata valutata e misurata sulla base di un modello estetico di riferimento, riconosciuto dalla società in un determinato contesto storico, sociale ed economico. Dal modello ideale vengono desunti i canoni estetici, cioè le caratteristiche tipiche della bellezza: più una donna si avvicina a quei parametri, più è considerata bella. L’ideale estetico è frutto di costruzioni socioculturali, in quanto è modellato e plasmato dalla società e dalla cultura del momento e, come tale, è soggetto a mutare in relazione al mutare delle mode, dei costumi e delle consuetudini. Ogni epoca storica ha avuto, infatti,  il suo modello di bellezza ideale, documentato dalle fonti letterarie e iconografiche, che da sempre si sono ispirate alla figura femminile.

Che il corpo femminile, realtà anatomica e biologica, sia anche un’entità culturalmente costruita e determinata dal gruppo sociale di appartenenza, è testimoniato dal fatto che ad esso sono stati associati nel tempo significati socioculturali diversissimi, ognuno corrispondente a determinati canoni estetici: dalla fecondità delle veneri preistoriche,  la castità delle madonne medioevali, dai corpi esili ed acerbi; dall’opulenza delle matrone romane alla sensualità delle donne barocche, dalle curve e forme procaci.

Un piedino piccolo su una donna è molto bello” recitava l’antica tradizione cinese: il che portò milioni di genitori a rompere l’arco del piede delle proprie figlie per poi costringerlo in una bendatura strettissima al fine di ottenere quella particolare e “aggraziata” andatura.

Se le donne cinesi si bendavano i piedi per impedirne la crescita, quelle giapponesi si coloravano artificialmente il volto con polvere di riso per renderlo bianchissimo e le dame del Settecento usavano mettere finti nei e coloravano di rosso acceso gli zigomi per esaltare la loro bellezza.

Data l’impossibilita’ di definire in maniera unica la bellezza mi piace ricordare l’affermazione del celebre artista Munari: “Se volete sapere qualcosa di più sulla bellezza, che cos’è esattamente, consultate una storia dell’arte e vedrete che ogni epoca ha le sue veneri e che queste veneri, messe assieme e confrontate fuori dalle loro epoche, sono una famiglia di mostri. Non è bello quel che è bello, disse il rospo alla rospa, ma è bello quel che piace”.

Mentre tutto cambia, una sola certezza resta: la bellezza, declinata negli infiniti aspetti di ogni donna, è sempre stata e continuerà ad essere un arma di seduzione delle donne.

 Ma il significato della bellezza e le sue declinazioni possono avere oggi un significato molto piu’ ampio.

“L’umanità può vivere senza la scienza, può vivere senza il pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più niente da fare al mondo!  La scienza stessa non resisterebbe un minuto senza la bellezza”, scriveva Fëdor Dostoevskij.

annibellezzaE proprio di bellezza in tutte le sue declinazioni si parlato il 21 e il 22 ottobre durante il Glamour Beauty Show, l’evento aperto al pubblico organizzato da Glamour al Superstudio di via Tortona a Milano. Due giornate non-stop, dalle 9.30 alle 19, dedicate interamente al beauty, tra conferenze, startup, supercosmetici, esperienze sensoriali e tante digital entertainment.

Otto top brand, partner preferenziali di Glamour, hanno interpretato un trend raccontando  “The Beautiful Journey”, perchè la bellezza è l’evolversi delle diverse esigenze delle donne nel corso della vita.

In contemporanea c’e’ stato l’appuntamento  con i Talk che hanno raccontato  le molte sfaccettature della Bellezza tra cultura e divertimento, scienza ed entertainment.

Nel due giorni si sono alternate tante personalità della ricerca scientifica, della cultura e dell’immagine, top model e life coach. Un concentrato di competenze che  ci ha fatto viaggiare dalla biologia della pelle alla bellezza nell’era digitale, fino alle tendenze più visionarie del make-up e dell’estetica.

Possiamo rivedere il foto racconto dell’evento a mio avviso ben riuscito QUI

La Bellezza è da sempre un tema che interessa tutti: è democratica, è passione, divertimento, piacere.  Come disse Edmund Burke: “La Bellezza è una cosa troppo grande per non dipendere da qualità positive”.

La bellezza è quell’emozione che ti arriva dritta al cuore, non è un make up, una piega ben fatta o una scia di profumo. La bellezza è una pozione magica, incanta chi sa riconoscerla ed è nell’aria, in un gesto, in uno sguardo, in un particolare modo di essere, in un sorriso o una smorfia unica che appartiene solo a te.

“La bellezza è una sensazione che ti sfiora l’anima, è un’imperfezione che ti resta impressa, la bellezza è ovunque, in tutto ciò che siamo e in tutto ciò che desideriamo…”.

La ricerca della bellezza, quindi ,  fa parte dell’essere umano ma dobbiamo imparare ad apprezzarla e a trattarla nel modo giusto: smetterla di tendere verso un modello estetico, accettare la nostra fisicità e cercare di valorizzarla. Compiti che valgono non solo per le “giovanissime”  ma anche e soprattutto per le donne adulte.

Se riuscissimo davvero ad abbandonare l’idea del raggiungimento di una bellezza stereotipata, plasmata dal desiderio di una società ancora per molti versi “uomocentrica” saremmo sicuramente piu’ felici ma soprattutto piu’ belle!

Concludo con una citazione : “Se ai nostri giorni si fosse veramente interessati alla bellezza interiore, andrebbe di moda non farsi i selfie ma le colonscopie”.

(landeyves, Twitter)

di Marta Sannito

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