Home People Rita Forte: “I grandi amori ti sconvolgono la vita”

Rita Forte: “I grandi amori ti sconvolgono la vita”

di Maria Fabia Simone

Per la prima volta “Io le donne non le capisco “ospita Rita Forte, cantante, musicista e personaggio noto soprattutto per la sua presenza artistica nel programma di Luciano Rispoli “Tappeto Volante.  
Personalità determinata e dalla grande sensibilità, con la sua voce ha ammaliato per anni il pubblico, che forse non sa che la sua passione per la musica è nata quando lei era ancora una bambina.

“Mi piaceva cantare fin da piccola, nel mio caso credo si tratti proprio di un dono. Mia madre mi raccontava che a sei mesi aveva capito che mi piaceva la musica perché quando mi metteva nel seggiolone, davanti alla tv in bianco e nero, rimanevo muta, con gli occhi sbarrati. Invece quando la spegneva, piangevo. Nessuno dei miei genitori cantava, non sono una figlia d’arte, ma mia madre ha compreso subito questa mia passione. Lo rivelò a una sua amica, Marcella, un’insegnante di pianoforte che organizzava anche delle recite per bambini al Teatro di Terracina.  Marcella le chiese di portarmi in questo teatro alle prove di uno spettacolo. Quel giorno, non appena entrai, vidi un bambino che suonava “Il piccolo montanaro” con un pianoforte a muro. Io non andai oltre e ascoltai tutta la melodia. Alla fine domandai a mia madre di fare la stessa cosa. A 5 anni chiesi il pianoforte. A 5 anni e mezzo, appena imparai a leggere e scrivere, iniziai le lezioni di pianoforte e a 6 anni mio padre mi regalò il pianoforte, che ora ha sessant’anni. È un pezzo di antiquariato. È il mio primo pianoforte e non lo darò mai via.”

Quello non è stato il suo unico pianoforte visto che Rita Forte è una delle poche, insieme ad altri artisti, ad aver inventato il piano-bar.

“Non avevo mai fatto piano-bar prima di iniziare a lavorare, suonavo il pianoforte durante le feste con gli amici, ma non mi sono diplomata, anche se ho studiato per sette anni. Sono stata autodidatta e ho sempre suonato seguendo il mio cuore e la mia passione. Fare il lavoro nei locali però era diverso. Per questo, dopo aver terminato la mia serata, andavo a carpire i segreti degli altri artisti nei locali che andavano avanti fino alle sei di mattina. In parte ero predisposta, ma ho sempre cercato di assorbire molto dagli altri, da quelli più bravi di me.  Per questo andavo a sbirciare cosa piacesse alle persone che la sera uscivano e desideravano divertirsi…”

E quando le viene chiesto quali oggetti o rapporti interpersonali finiti male abbandonerebbe in un ipotetico deposito, con il sorriso e la pacatezza che la contraddistinguono, la cantante rivela una visione costruttiva delle esperienze negative.

“Io ho tenuto un anello e ne ho fatto due orecchini. Le delusioni fanno parte della vita e ti aiutano a capire tante altre cose, anche di te stessa. Sono continue, ma da lì c’è una crescita continua. Dalle delusioni non si può sfuggire, ma ci si può proteggere. Però non devono cambiarti.”

 A tale riguardo, sollecitata dall’altro ospite della puntata, il comico romano Luciano Lembo, che propone di mettere da parte le etichette attribuite agli artisti, la Forte invita gli ascoltatori a seguire la strada offerta a volte dal destino, seppur diversa da quella inizialmente intrapresa.  

“All’inizio rimanevo male quando mi appiccicavano addosso una determinata etichetta artistica, poi ho capito che sono gli altri che non capiscono. Rispoli, che è il mio pigmalione perché mi ha dato la possibilità di farmi conoscere dal grande pubblico, non mi ha mai considerata una pianista da piano-bar. Io mi sedevo dietro al piano solo quando lui mi proponeva di fare un omaggio a un artista. Il pubblico l’ha compreso, al contrario di molti addetti ai lavori di allora. Il mondo televisivo non mi conosceva prima di Luciano Rispoli, che mi notò durante le mie partecipazioni a Sanremo nel 1991 e nel 1992 nella categoria giovani. Discograficamente non successe molto, ma così iniziò il sodalizio con lui, anche se molti discografici si opposero perché sostenevano che avrebbe danneggiato la mia carriera discografica. Io invece sentivo che dovevo farlo, che era una cosa prestigiosa. E poi il mio cuore mi diceva che mi avrebbe portato del bene.  Dopo dieci anni, i discografici mi hanno dato ragione. Oggi so che quella è stata una scelta giusta. Le cose non accadono mai per caso. La strada può portare a fare anche altro da quello che ti sei prefissata: quando ciò succede, bisogna seguire quel percorso perché è comunque arte.”

E sulla musica di oggi ci dice…

“Rispetto a oggi, negli anni sessanta si cantava in maniera diversa, c’era un modo differente di armonizzare. I testi parlavano soprattutto di amore e poco del sociale. Le canzoni degli anni sessanta si cantano però ancora. Confesso di far fatica a comprendere i rapper perché cantano su una ritmica molto veloce e con accenti diversi per andare a tempo. Certamente esprimono concetti giusti e sensati, ma per me è difficile comprendere il testo mentre lo ascolto.”

Tra racconti della carriera dell’ospite, spunti comici e imitazioni, non mancano le emozioni, soprattutto quando la cantante accompagna il maestro Laurenti, intonando grandi successi come “Un’estate fa” e “Minuetto”. E parlando della sua vita artistica, la musicista risponde così sull’importanza degli incontri.

“Io non ho cercato gli incontri con le persone che sono state determinanti nella mia vita. Tutte le cose che mi sono successe sono state casuali, poi ho fatto le scelte sempre con il cuore. Rispoli è semplicemente arrivato. Solo con Claudio Mattone è stato diverso, l’ho cercato tramite amici di amici, anche perché prima non c’erano i talent, ma si andava nelle case discografiche per farsi ascoltare. Rispoli è stato casuale, poi da quell’incontro sono arrivati quelli successivi, come quello con Mike Bongiorno.  Rispoli mi ha offerto la possibilità di stare in una trasmissione con un presentatore autorevole come lui, di avere visibilità. Ma bisogna avere la capacità di captare queste opportunità, di dire sì nel momento giusto. Se avessi ascoltato il mio discografico di allora, che era contrario alla mia presenza in televisione, la mia vita sarebbe andata diversamente.  Per me, al contrario, era un onore essere stata contattata da Luciano, ma non ho pensato a dove mi avrebbe portata. In quel momento ho sentito che quella determinata offerta mi piaceva e ho seguito quella strada.  Rispoli ha sempre capito tante cose di me, anche prima di me…”

Ma gli incontri importanti non sono mancati nemmeno nella sua vita sentimentale, dove ha vissuto una vera e propria favola moderna…

“A 52 anni ho incontrato di nuovo il mio primo amore, il mio primo uomo. L’ho conosciuto quando avevo 18 anni, siamo stati insieme per un paio di anni, ma eravamo davvero giovanissimi. Poi ci siamo persi, a lui non ho più pensato, ma non lo avevo dimenticato. Tra l’altro avevo sofferto per lui perché correva sempre dietro ad altre donne. Per questo avevo capito che non facesse per me. Io a 18 anni già sapevo quello che volevo, anche se non ho poi mai ottenuto nulla da un punto di vista sentimentale. Sono sempre stata forte dal punto di vista lavorativo, ma fragile sul versante amoroso.”

Da quella rottura sono passati trentacinque anni …

“L’ho lasciato che avevo 21 anni e l’ho rincontrato a 52, durante un concerto a San Felice Circeo, dove c’era zio Luciano con la moglie. Prima di salire sul palco, Rispoli, che sapeva della perdita di mia madre (venuta a mancare nel 2009), mi disse che ora che ero sola, dovevo trovare un ometto con cui condividere quella parte della vita. Gli risposi di non volere un ometto, ma di volermi innamorare. Sono fatta così: non posso stare insieme a un uomo solo per compagnia, deve scattare la scintilla. Alla fine del concerto si sono avvicinati due persone, di cui ne ho riconosciuto solo una, l’amico del mio attuale compagno. Da giovane era un bel ragazzo moro, ma davanti a me quella sera avevo un uomo con i capelli completamente bianchi. Quindi io non potevo riconoscerlo subito, ma poi ho riconosciuto il suo sorriso. Non lo vedevo da trentacinque anni, le cose da ragazzi non erano andate bene, ma io l’ho abbracciato con grande affetto. Io sono sempre affettuosa con le persone di cui serbo un bel ricordo. Sapevo da amici che era separato e che aveva dei figli, ma fino ad allora non avevo più pensato a lui. Prima di andare via, mi ha chiesto il numero di telefono e l’indomani ci siamo visti per una pizza: per entrambi quel momento è stato come se non ci fossimo mai lasciati, ci siamo ritrovati a parlare con un’intimità indescrivibile. È scattato subito l’amore, che non era l’amore dei diciott’anni perché allora era passione e divertimento. Era diverso, profondo. Ora viviamo un amore di cui abbiamo quasi paura di parlare perché è insolito alla nostra età.”

Ma come tutte le favole, le cose non sono state facili…

“Io avevo paura di rimettermi con lui, non volevo rispondergli quando mi telefonò due giorni dopo il nostro incontro perché avevo di lui un ricordo associato anche alla sofferenza. In quel momento avevo i miei problemi, stavo cercando un equilibrio mio e temevo che mi sconvolgesse la vita. E così è stato perché i grandi amori ti sconvolgono la vita. All’inizio è stato difficile, fuggivo, ma lui mi ha rincorso: aveva capito subito che tra noi poteva funzionare, malgrado lui avesse alle spalle questioni ancora irrisolte. Tutte problematiche che poi si sono definitivamente sistemate con il tempo.”

Un inizio difficile a cui è seguito, dopo alcuni anni di relazione, un brevissimo periodo di separazione.

“Confesso che l’anno scorso abbiamo vissuto la crisi del settimo anno, ci siamo allontanati e abbiamo deciso di prenderci del tempo per fare separatamente le nostre riflessioni. C’erano degli aspetti della nostra relazione che dovevano cambiare, ma la verità è che quando c’è l’amore, si è portati a fare un passo verso l’altro, anche se comunque i cambiamenti sono necessari. Alla fine ci siamo ritrovati. Rispoli, che mi voleva davvero bene, desiderava che io incontrassi qualcuno con cui condividere questa seconda parte della mia vita. E così è stato.”

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