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La Sindrome Post-Vacanze e la difficoltà di ripresa della quotidianità

di Loredana Petrone

di Loredana Petrone

 

 

Una vita in vacanza

Una vecchia che balla

Niente nuovo che avanza

Ma tutta la banda che suona e che canta

Per un mondo diverso

Libertà e tempo perso

(da Una vita in vacanza, Stato Sociale)

 

Abbiamo appena superato il secondo weekend di Settembre  ed in alcune Regioni è suonata, per la prima volta, la campanella di Scuola, questo evento in maniera inequivocabile segna quasi per tutti la fine delle ferie. Tuttavia, se è comune la pigrizia nel tornare alla quotidianità, per qualcuno il rientro può essere un vero e proprio incubo. Si tratta della sindrome post-vacanze, un malessere fisico ed emotivo che travolge molti italiani.  Mal di testa, fiacchezza, sonno, stordimento, irritabilità, sono alcune delle sensazioni che potremmo avvertire durante il primo periodo di ripresa delle attività.

La ‘Post Vacation Blues’ o  Post-Travel Depression , è una sindrome di cui soffre almeno un italiano su dieci tornando dalle ferie. Rituffarsi immediatamente in ritmi frenetici, scadenze, traffico, routine, tornare immediatamente sui libri o al lavoro e avere poco spazio da dedicare a se stessi può tradursi in un malessere fisico generalizzato reale che renderà ancora più difficile il ritorno alla vita scadenzata di ogni giorno.

Post vacation blues

Come mai il nostro cervello fatica a riadattarsi alla routine?

Staccare dal lavoro, dai ritmi scolastici, dalla routine  non significa semplicemente “ricaricare le batterie”, bensì lasciar vivere ed esprimere quelle parti di noi che vengono sacrificate dalle redini della routine quotidiana. I ritmi e gli impegni sociali, lavorativi o scolastici sono sempre più pressanti, al servizio della performance e delle responsabilità, tant’è che sempre più persone lamentano il fatto che i periodi che precedono e susseguono le vacanze sono i peggiori come carico di lavoro, perché il nostro cervello fatica a riadattarsi a ritmi eccessivamente rigidamente scanditi, valuta l’ambiente come ostile e “lancia l’allarme”, percependo l’ambiente come minaccioso, in quanto è come se si passasse, in modo brusco e repentino, da un tempo analogico, fluido ed approssimativo, a un tempo digitale, che richiede puntualità e precisione. Questa è una delle fonti maggiori di stress, proprio perché la nostra mente tende per sua natura più all’analogico  e fatica ad essere nuovamente imbrigliato in rigidi schemi quotidiani.

 

Post vacation blues

 

La Post Vacation Blues come si manifesta e come si manifesta?

La Post Vacation Blues, pur non essendo una vera e propria patologia, è possibile inserirla catalogare nei disturbi dell’adattamento. In quanto disturbo dell’adattamento fa la sua comparsa quando vi è il passaggio da un periodo di riposo ad uno fitto di impegni, esattamente come il rientro dalle vacanze estive. Chi ne soffre, si sente incapace di concentrarsi, appesantito, schiacciato dal senso di responsabilità e da compiti incombenti. Il disagio e le difficoltà che si manifestano sono legate alla ripresa delle normali attività a cui non si è più abituati a far fronte.

Lo stato d’animo di chi si trova a fare i conti con questa sindrome è caratterizzato da ansia, stress e depressione dell’umore, nello specifico si possono manifestare i seguenti sintomi:

Sensazione di tristezza che incombe nelle prime ore del mattino, solitamente al risveglio;

Eccessiva spossatezza, si riscontra maggiore affaticamento nello svolgere attività quotidiane;

Irritabilità e sbalzi di umore, uno stato di costante agitazione e insoddisfazione sfocia nella difficoltà a relazionarsi e confrontarsi con gli altri;

Insonnia o Ipersonnia, si verifica uno stato irregolare del sonno che spesso è disturbato e poco rigenerante, con difficoltà nell’addormentarsi oppure necessità di allungare le ore di riposo;

Emicrania, nausea e/o mal di stomaco, la pressione psicologica può sfociare a seconda dei casi anche in sintomatologia somatica.

Alcuni studi Europei affermano che ad essere maggiormente esposto a questa sindrome è chi svolge attività lavorative ad alto contenuto intellettuale e la fascia di età maggiormente colpita è quella dei giovani adulti con età compresa tra i 25 e i 40 anni.

Questi dati fanno riferimento non solo ad una attività di tipo lavorativo, ma anche di tipo scolastico. Non solo una sindrome per adulti, il rientro è sempre più difficile anche per i ragazzi nel rientro all’anno scolastico dopo le vacanze estive. Il periodo è piuttosto lungo circa 3 mesi di sospensione delle attività didattiche, tempo in cui le abitudini spesso si modificano drasticamente anche in termini di impegno, ritmi, regole ed orari, ecco perché la ‘sindrome da rientro’ spesso può essere riscontrata anche nei più giovani.

Fortunatamente è possibile affermare che questa sindrome è tanto diffusa quanto passeggera, di norma dura alcune settimane durante le quali la sintomatologia va attenuandosi, spesso viene superata senza necessità di alcun intervento esterno, solamente nei casi più gravi in cui si associa ad altre problematiche pregresse può necessitare dell’intervento di uno specialista.

 

Come affrontare lo stress da rientro vacanza?

  1. Rivivi la tua gioia con le foto delle tue vacanze

Grazie alla diffusione di smartphone e alla pervasività dei social network, quasi ognuno di noi non solo è in possesso di una fotocamera ma ormai si diletta a fotografare qualsiasi cosa gli capiti sotto l’occhio. E’ vero anche che spesso ci dimentichiamo di vivere e partecipare all’esperienza che stiamo facendo (un tramonto, la luce del sole tra gli alberi in un bosco, il sorriso dei nostri bambini che giocano..), presi dall’ansia di immortalare in uno scatto quel prezioso momento, o dalla paura di perderci qualcosa d’importante. Accade, dunque, che scattiamo compulsivamente centinaia di foto, allora, invece di farci dominare dalla nostalgia e dalla frustrazione del ricordo di momenti “passati”, proviamo ad invertire la rotta delle nostre emozioni.

 

  1. Uscite all’aria aperta, oggi

La vita è adesso,! Non possiamo vivere nella malinconia e nel ricordo di ciò che è stato o aspettando le prossime ferie, che arrivi il weekend, che torni la primavera. Dobbiamo ricordare sempre che la nostra vita non è solo lavoro, che ad esempio c’è ancora luce abbondante fuori, che possiamo controllare e determinare il nostro livello di benessere e felicità facendo spazio a ciò che ci piace, ha senso e ci dà sollievo. Anche se la giornata è stata faticosa, invece di abbandonarci alla pigrizia e alle emozioni spiacevoli, che spesso innescano solo dei circoli viziosi proviamo ad esempio ad uscire e muoverci un po’.

 

In parole povere, riattacchiamo la spina, dunque, ma cerchiamo di rimanere connessi soprattutto a noi stessi e al nostro benessere! Parola di “Io le Donne non le capisco!”

 

 

 

 

 

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