Home Le nostre rubricheIl diario di Sonia Non è vero… ma ci credo! Parliamo di riti scaramantici con Maurizio Lupardini, Marco Ferrigno, Andrea Sannino, Pino Strabioli e Susi Gallesi

Non è vero… ma ci credo! Parliamo di riti scaramantici con Maurizio Lupardini, Marco Ferrigno, Andrea Sannino, Pino Strabioli e Susi Gallesi

di Prisca Civitenga

Ospiti: Maurizio Lupardini, Marco Ferrigno, Andrea Sannino, Pino Strabioli, Susi Gallesi

 

Una puntata portafortuna di quella di oggi di Io le donne non le capisco, il salotto del sabato condotto da Sonia D’Agostino. Parliamo di superstizioni e riti scaramantici con tantissimi ospiti, a partire dal neuropsichiatra e sensitivo Maurizio Lupardini, poi il maestro presepiale Marco Ferrigno, il cantautore Andrea Sannino, il regista teatrale Pino Strabioli e la medium Susi Gallesi, oltre agli immancabili amici Loredana Petrone, Alberto Laurenti e Giulio Violati.

 

 

La nostra comunità social è stata stuzzicata con questo quesito:

Non è vero ma ci credo… Quanto siete superstiziosi?  E quanto queste credenze influenzano le vostre azioni quotidiane?

I nostri ospiti scoprono subito le carte. “Come psichiatra dovrei dire che la superstizione non esiste”, esordisce Maurizio Luparini, “invece ci credo, mi piace lasciarmi andare alla superstizione”. Poi racconta i suoi riti scaramantici: mettere l’orologio dall’altra parte del polso, oppure gli slip al rovescio, quest’ultimo sembra essere il gesto portafortuna per eccellenza a della dello psichiatra. Per il musicista Alberto Laurenti è tutto un gioco, a cui ogni tanto partecipa volentieri. Così è anche per la psicologa Loredana Petrone che confessa di aver avuto la sua divisa portafortuna per gli esami universitari: pantalone blu e maglia gialla. Giulio Violati, invece, è un scettico convinto che si diverte a fare scherzi a chi è superstizioso e, con orgoglio, dichiara di amare i gatti neri.

 

 

Si entra nel vivo con un suggestivo giro tra le meraviglie della bottega napoletana di Marco Ferrigno, a San Gregorio Armeno. Maestro presepiale da quattro generazioni, Ferrigno parte subito con una citazione di Eduardo De Filippo per rispondere agli scettici :

essere superstiziosi è da ignoranti, non esserlo però porta male”.

Poi il maestro ci mostra gli straordinari oggetti portafortuna che crea, in primis i cornetti e ci spiega le regole ferree affinché questi amuleti siano di buon auspicio: il corno non può essere comprato, ma deve essere regalato o rubato (non spargiamo in giro questa voce), soprattutto deve essere rosso e di forma irregolare, poi affinché sia efficace, a seconda del bisogno, è necessario pungersi un pezzo del corpo. Ad esempio se si cerca l’amore bisogna pungere la mano sinistra, per la salute la mano destra. Ferrigno ricorda anche l’origine della leggenda, legata al santo patrono di Napoli, San Gennaro e alla sua decapitazione. Quando al santo fu tagliata la testa, gli venne anche amputato un dito, quel dito rosso sangue è poi diventato il cornetto. Dalla religione al rito scaramantico, accade spesso nella storia. Con il maestro delle statuine c’è modo di parlare di tanti altri oggetti portafortuna, dal ferro di cavallo, con le punte rigorosamente all’ingiù, alla lisca di pesce, dalla scopetta al quadrifoglio. Nella tradizione napoletana c’è un personaggio imprescindibile Sciò Sciò, il gobbo che scaccia la malasorte portando con sé tanti amuleti, tutti appuntiti, per forare il malocchio. Gli altri personaggi portafortuna da non dimenticare sono ovviamente Pulcinella, il Munaciello e la Bella ‘Mbriana cantata anche da Pino Daniele. Ferrigno per le sue creazioni, oltre che alla tradizione del presepe settecentesco, si ispira all’attualità. Curiosità: le statuine più in voga del momento sono quelle di Mario Draghi, Damiano dei Måneskin e Achille Lauro. Il tuffo tra le tradizioni Napoli finisce tra pizzette e babà che fanno venire l’acquolina in bocca.

 

 

Si resta a Napoli con il secondo ospite: Andrea Sannino, commosso dall’omaggio musicale di Alberto Laurenti, che ha cantato live la sua Abbracciame insieme a Sonia D’Agostino. Sannino, reduce dal successo dello spettacolo teatrale Carosone, appena portato in scena all’Augusteo, scherza sulla superstizione dei napoletani, mostrando i suoi soprammobili: Totò con cornetto rosso, un corno gigante in argento e un elefante con la proboscide all’insù. Riti particolari prima di uno show? “Sono molto credente” rivela il cantautore, “prima di salire sul palco faccio il segno della croce. E’ un’altra cosa quindi, non si parla di scaramanzia. Ma regalare un corno fa sempre sorridere, è un gesto simpatico”. Interviene telefonicamente Pino Strabioli, eclettico artista, attore, regista teatrale, scrittore, conduttore radiofonico e televisivo. Condivide con Sannino la passione per il teatro, Strabioli è in viaggio verso le Marche per portare in scena lo spettacolo su Paolo Poli Sempre fiori mai un fioraio! L’attore e regista sarà poi a Roma dal 21 dicembre sul palco dell’Off/Off Theatre in Abolite gli armadi, gli amanti non esistono più, viaggio teatrale nella storia dell’adulterio scritto da Maurizio Costanzo . Riti scaramantici prima dello show Strabioli ora non ne ha, racconta di aver portato con se per anni il cornetto regalatogli dall’attrice eduardiana Pupella Maggio e una medaglietta dono di Gabriella Ferri. Ora prima di andare in scena pensa alla mamma scomparsa e a quando gli metteva una mano sul capo dicendogli: “che Dio ti benedica”. Commozione d parte di tutti gli ospiti. Il viola in teatro non infastidisce Strabioli, ma è totalmente bandito da Sannino che prega la moglie di evitare anche gli orecchini del colore “nefasto”. Per il cantautore i riti scaramantici riguardano soprattutto il calcio, che a Napoli è ben più di uno sport. Ha un amuleto in carne ed ossa Sannino, un suo amico con il quale cerca di vedere tutte le partite: quando le vedono insieme il Napoli vince, quando non lo fanno perde… Sarà una casualità?

 

 

Anche Sonia D’Agostino racconta le sue esperienze, due eventi luttuosi legati (casualmente?) al colore viola e ad un gatto nero. Sul fascino e sui poteri dei gatti è chiamata in causa l’ultima ospite della puntata Susi Gallesi. La sensitiva, scrittrice e medium, difende subito i gatti “di colore”, ma sottolinea la sensibilità particolare e la “magia” di questi animali. Susi racconta le sue esperienze di sensitiva e il rapporto tra i gatti e gli spiriti dell’Oltre. Si parla poi dei sogni premonitori e di come la medium sia stata avvertita del terremoto in Emilia e della caduta di un aereo privato a Milano. Il tono della trasmissione si fa misterioso ed intrigante.

I sogni sono la porta regia per l’inconscio”, afferma Lupardini, “e l’inconscio, come diceva Jung, prende spunto dagli archetipi, informazioni che comunque sono intorno a noi. Il sogno diventa premonitore perché riesce a vedere prima qualcosa che già è nell’aria”, spiega lo psichiatra. Si parla di energia, campi elettromagnetici, dimensioni parallele… argomenti suggestivi che meritano una puntata ad hoc!

Dulcis in fundo, come di consueto, la poesia di Luciano Lembo, attore e cabarettista, dal titolo La Superstizione, la trovate nel nostro podcast, buon ascolto!

 

 

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