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“Benedetta follia”, Carlo Verdone: ecco il segreto per capire le donne

di Pier Paolo Mocci

Lui in realtà le donne le capisce eccome. Lui, Carlo Verdone, di attrici ne ha lanciate tante scoprendo lati brillanti che loro, probabilmente, neanche sapevano di avere. Pensiamo a Eleonora Giorgi, che fino a “Borotalco” faceva i noir splatter di Dario Argento. Già Argento, Asia, che Verdone ha inventato comica in “Perdiamoci di vista” o la Gerini incoronata Jessica. E potremmo citare Ornella Muti in “Io e mia sorella” e “Stasera a casa di Alice”, sdoganata dal melodramma, fino a quel momento musa per i film d’autore, soprattutto francesi. O pensiamo ancora alla sconosciuta Margherita Buy, letteralmente inventata e consacrata con il mito della “squilibrata ansiosa” in “Maledetto il giorno che ti ho incontrato”. Insomma, Carlo Verdone, le donne le capisce, facendole spesso diventare attrici ancor più brave e complete (ultima citazione Laura Morante – che non voleva lavorare con Verdone – in “L’amore è eterno finché dura” per la prima volta nella sua vita ci fa ridere, fino ad allora appannaggio esclusivo del cinema di Nanni Moretti e dintorni).

Carlo Verdone con Lucrezia Lante della Rovere in “Benedetta follia”

Ma Guglielmo no, lui le donne non le capisce. Chi è Guglielmo? E’ il protagonista del nuovo divertente film di Carlo, “Benedetta Follia”, prodotto da De Laurentiis e da oggi al cinema. Un cast tutto al femminile dove spiccano Lucrezia Lante della Rovere (che ha appena perso la cara mamma Marina Ripa di Meana), Paola Minaccioni, Francesca Manzini, Maria Pia Calzone (la Imma Savastano di “Gomorra – La serie”) e con una esilarante Ilenia Pastorelli, reclutata insieme agli sceneggiatori Nicola Guaglianone e Menotti dal cult “E lo chiamavano Jeeg Robot”.

Insomma Guglielmo-Verdone le donne non le capisce affatto. Tutto comincia nel giorno del suo 25° anniversario con Lidia (Lucrezia Lante Della Rovere), devota consorte, che lo molla per una donna scoprendosi lesbica. E Guglielmo continuerà a non capirle, inanellando figure barbine con psicopatiche di ogni tipo. Ma con la trama ci fermiamo qui. Eccolo Carlo, che si concede al nostro blog per parlare di donne.

Carlo Verdone, un film tutto al femminile. Ma lei le donne le capisce?

“Probabilmente sì, forse ho una sensibilità che mi porta a saperle ascoltare, e a dare buoni consigli. Ho molte amiche donne che si confidano con me”.

Quindi l’amicizia tra uomo e donna esiste?

“Certo. Scongiurata l’attrazione fisica che a volte è superflua, di una donna si può essere amico…”.

Carlo Verdone in "Benedetta follia"

Carlo Verdone in “Benedetta follia”

Si spieghi meglio.

“Con Monica Bellucci sono amico, abbiamo fatto un paio di film insieme, ogni tanto ci sentiamo. Mica mi metto a farle la corte e a provarci, sarei un pazzo! E’ Monica Bellucci,  sta da Vincent Cassel in su. Ecco, messa da parte la componente dell’attrazione momentanea, può nascere una vera e profonda amicizia”.

Nel suo nuovo film, “Benedetta Follia”, il suo personaggio con le donne è un disastro.

“Guglielmo le donne non le capisce perché è sicuramente in crisi, ma anche perché incontra donne più problematiche di lui che non sanno cosa vogliono dalla vita. Attraverso un’app per incontri avrà a che fare con una peggio dell’altra. Scene comiche, però anche di un certo pietismo e degrado umano. Lui instabile, loro mezze pazze”.

Quindi l’amore al tempo dei social è un fallimento?

“Ho due cari amici che, attraverso Facebook, hanno poi trovato l’amore della loro vita. Si sono sposati e stanno insieme da anni, con figli. Ma credo siano casi rari. I social sono per amori mordi e fuggi, e non sai chi ti può capitare”.

Le donne sono da sempre al centro dei suoi film.

“E’ il mio modo di lavorare più congeniale. Le donne sono molto divertenti e con l’uomo si crea un duetto comico ideale. Quando recito con una donna mi sento felicemente messo in un angolo del ring e menato. La donna è lo sparring partner perfetto per me: più contrasto c’è, più facilità ho di creare i tempi comici”.

Viva le donne, rimorchiate dal vivo, e abbasso i social.

“Dei social facciamone un uso limitato. Nel momento in cui ogni cosa è online la vita di molti diventa ancora più solitaria. Era inevitabile che la rete si impossessasse di tutto, della nostra agenda, dei nostri incontri. Io mi fido poco di chi conosco su una chat. E questa tendenza un po’ mi spaventa”.

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