Home Lei e lui Quello che non ti aspetti dal primo giorno di scuola

Quello che non ti aspetti dal primo giorno di scuola

di Linda Ricciotti

E’ passato qualche giorno dall’inizio della scuola per tutti gli studenti italiani, ma noi di Io le donne non le capisco ci teniamo molto a raccontare questa storia, attraverso la voce di Linda, ma che crediamo possa accomunare tante donne.

Primo giorno di scuola

 

Primo giorno di scuola, la mia cucciola inizia la prima elementare, ed io come credo quasi tutte le mamme, sono preparata al groviglio di emozioni che mi accompagneranno, in questa giornata.
Siamo fuori da scuola, siamo tantissime, mamme dagli occhi lucidi e sorridenti, con al seguito piccoli cuccioli dai grembiuli inamidati e sorrisoni sdentati di una tenerezza disarmante. In realtà non tutti sono sorridenti, la mia piccolina per esempio ha iniziato a piangere dall’androne del palazzo di casa e non è la sola.
In attesa che ci chiamino iniziamo a conoscerci tra mamma, presentandoci e chiedendoci da che scuola arriviamo, se abitiamo in zona etc. etc.
Ho immaginato più volte questo giorno, ma non ero pronta a quello che sarebbe successo dopo pochi minuti.
Appena formata la classe, una maestra dal tono rassicurante e soave ci comunica che: Non c’è ancora l’insegante di ruolo per l’Italiano, ci sarà una sostituta, e quando andrà via la sostituta (tempo 15 giorni) ci sarà “La sostituta della sostituta”.

Molto bene, diamo delle ottime basi ai nostri bambini non c’è dubbio.

Nella confusione più totale, sono sicura di una cosa: non so se mi scoccia di più l’idea che non ci sia l’insegante d’italiano oppure il senso di disagio che avverto mentre un impomatato papà, invece di prestare attenzione a quanto viene detto, ammiccante mi sorride come un ebete di continuo. Il calabrone mi ronza intorno, mentre sua moglie trafelata cerca di capire da che lato dobbiamo accompagnare i bambini chiedendo a destra e manca ( li scatta pronto il mio senso di solidarietà femminile). Con uno sguardo tra lo schifato e il sarcastico, lo guardo malissimo e mi allontano, provo davvero pena per quella donna, mia coetanea. In queste situazioni apprezzo il mio stato sociale e ne sono davvero felice. Si perché al di là di quanto possa essere penoso, doloroso e straziante la fine di un matrimonio. Vedendo lo squallore di certi uomini, mi sento sollevata all’idea di aver divorziato e di non essere protagonista di queste vicende
Senza se e senza ma..

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