Home Lei e lui Uomini e donne: due pianeti geneticamente distinti!

Uomini e donne: due pianeti geneticamente distinti!

di Marina Baldi

“Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere”, raccontava John Gray nel suo celebre libro del 2008. Che uomini e donne viaggino spesso su binari paralleli è un dato assodato. Ma quali e quante sono le reali differenze tra i due sessi scritte nei loro geni, ossia nel codice della vita stessa? Con questo articolo “Io le donne non le capisco” evidenzia alcuni aspetti fondamentali.

 

Quasi tutte le cellule umane contengono 23 coppie di cromosomi, ma solo una di queste coppie contiene i cosiddetti “cromosomi sessuali”: XX per la donna, XY per l’uomo. X e Y hanno, al loro interno, geni specifici, che determinano appunto i caratteri legati al sesso. È questa la prima, sostanziale e fondamentale differenza tra maschi e femmine.

Uno studio portato a termine nel 2017 è però andato oltre, riuscendo a individuare 6.500 geni espressi diversamente tra i due sessi. Vediamo nello specifico di che si tratta e perché questa scoperta potrebbe essere importante soprattutto per la tutela della nostra salute e per la comprensione dell’evoluzione della specie. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricerca del dipartimento di genetica molecolare del Weizmann Institute of Science di Rehovot, in Israele, ed è stato pubblicato nella rivista BMC Medicine. Si basa a sua volta sui dati raccolti nel database del progetto Genotype-Tissue Expression (GTEx) del Broad Institute del MIT e della Harvard University, durato 7 anni e conclusosi nell’estate del 2017, il cui scopo era quello di capire come le differenze in determinate regioni del Dna umano influenzino l’accensione e lo spegnimento dei geni.

Gli studiosi del Weizmann Institute hanno esaminato campioni genetici prelevati da una cinquantina di tessuti di 544 cadaveri adulti (357 uomini e 187 donne) di entrambi i sessi e di età compresa tra i 20 e i 79 anni, dai quali sono stati isolati più di 20.000 geni codificanti. Tra questi si è scoperto che, appunto, 6.500 presentano notevoli differenze di espressione (vale a dire del livello di produzione delle proteine codificate) in base al sesso, ossia vengono espressi maggiormente in un sesso piuttosto che nell’altro. Si tratta di geni che determinano differenze ben visibili a occhio nudo, come ad esempio il maggior numero di peli e lo sviluppo muscolare degli uomini, o la produzione di latte nel tessuto mammario (che è risultato il tessuto più differenziato in base al sesso) e la maggior facilità a ingrassare in certe parti del corpo delle donne. Ma anche alcuni tratti del carattere, lo sviluppo del cervello, la longevità e la risposta al dolore sono collegati all’espressione o meno di determinati geni.

Non solo: sono stati scoperti anche dei geni la cui presenza è collegata a una maggior predisposizione ad ammalarsi in un sesso piuttosto che nell’altro.  Ad esempio, alcuni geni si “accendono” solo nel ventricolo sinistro del cuore delle donne; uno di questi, strettamente legato all’assorbimento del calcio, è molto attivo nelle giovani donne, per poi spegnersi col passare dell’età. La maggior attività avrebbe la funzione di proteggere il cuore della donna durante l’età riproduttiva e, per questo, il prezzo da pagare dopo la menopausa sarebbe il maggior rischio di ammalarsi di malattie cardiovascolari e osteoporosi. Un altro gene invece, maggiormente espresso nel cervello delle donne, sembrerebbe proteggere i neuroni dal morbo di Parkinson, una malattia più frequente negli uomini. Si tratta di una scoperta molto importante, che potrebbe aprire nuove frontiere nello studio e nell’approccio alle cure per le malattie legate proprio a questo diverso grado di espressione dei geni. Da notare, tra l’altro, che alcune differenze di espressione genica sono state individuate anche nel fegato, soprattutto nei geni incaricati di metabolizzare i farmaci, che per questo potrebbero avere efficacia diversa a seconda che ad assumerli siano uomini o donne.

Insomma, la genetica sembra avere un occhio di riguardo per le donne, almeno sotto questo punto di vista. Quasi un gesto di cavalleria sicuramente molto apprezzato dal gentil sesso, alla cui base, però, ci sono motivi tutt’altro che frivoli.

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