Home Le nostre rubricheIl diario di Sonia Esiste una vita oltre la vita? Racconti di amici e testimonianze di esperti

Esiste una vita oltre la vita? Racconti di amici e testimonianze di esperti

di Prisca Civitenga

Ospiti: Maurizio Lupardini, Fernando Sinesio, Susi Gallesi

Vi siete mai chiesti cosa c’è oltre la vita? Avete mai avuto segnali che ci possa essere una vita dopo la nostra esistenza terrena?

Questo il quesito posto alla nostra comunità social, stavolta abbiamo deciso di toccare una argomento molto particolare, molto delicato e per parlarne a Io le donne non le capisco, il salotto del sabato condotto da Sonia D’Agostino, abbiamo chiamato dei veri esperti del settore: l’amico e neuropsichiatra Maurizio Lupardini, esperto di ipnosi, lo psicologo Fernando Sinesio, coordinatore del gruppo GRIM-Gruppo di Ricerca Italiano sulla Medianità e la medium “certificata” Susi Gallesi. Insieme a loro, immancabili i compagni di ventura Loredana Petrone, Alberto Laurenti e Giulio Violati, ognuno con la propria esperienza da raccontare.

 

 

Non credo in una vita ultraterrena. Comunque porto sempre con me la biancheria di ricambio. (Woody Allen)

La citazione di Woody Allen rispecchia un po’ il mood di Sonia D’Agostino che lascia una porta aperta sulla credibilità della materia: “non mi trovo con chi dice non ci credo a priori, senza andare a studiare, a sondare e a capire certi fenomeni” . Prima ad intervenire Loredana Petrone, la psicologa si prende anche gli auguri di compleanno da parte di tutto lo studio tra canti e applausi: “la questione è molto dibattuta. Diciamo che si rimane particolarmente toccati quando a parlarne sono dei tecnici, ad esempio c’è un neurochirurgo statunitense Eben Alexander che ha avuto un’esperienza nell’aldilà e l’ha raccontata nel libro Prove del paradiso. Quando un medico, che è uno scienziato per eccellenza, racconta esperienze particolarissime, tendi a crederci. Io, personalmente, son dell’avviso che noi siamo energia e, come diceva Lavoisier, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Son dell’avviso che sicuramente andremo altrove, credo in una vita al di là della vita” . 

Ci crede al 100% Giulio Violati che racconta l’esperienza vissuta da un suo caro amico: “questo mio amico, a 20 anni, ha avuto un incidente in moto sulla Pontina ed è andato in coma. Nell’istante in cui è andato in coma ha visto tutti i soccorsi che arrivavano, dai primi fino all’arrivo in ospedale, e sentiva cosa dicevano i medici, ma li stava guardando dall’alto. Dopo questa fase, mi ha raccontato, si è trovato in una piazza gigantesca, piena di persone, ed è andato vicino al padre e allo zio. Il padre, che era morto qualche mese prima, gli ha detto «tu non devi stare qua, tu devi tornare dalla tua fidanzata che ti vuole bene, sono contento che la sposerai» poi gli ha detto una cosa riguardo al fratello «tuo fratello avrà un incidente e mi raggiungerà presto e tua cognata farà una grande vincita al totocalcio». Lui non voleva andare via perché aveva una sensazione di gioia, di benessere totale mai provato prima, ma spinto da suo padre è tornato. In terapia intensiva ha chiesto foglio e penna per scrivere quello che aveva vissuto e non lo ha raccontato a nessuno. Fatto sta che 3 anni dopo in un incidente in macchina è morto il fratello e qualche anno dopo la cognata ha vinto 300 milioni dell’epoca al totocalcio. Esattamente quello che gli aveva detto il padre. Sono cose che ti fanno riflettere, che ti fanno capire che siamo solo di passaggio, io sono molto religioso, sono sicurissimo che ci sia una vita dopo la vita”.

 

Il musicista e compositore Alberto Laurenti ha vissuto un’incredibile esperienza simile in prima persona: “io sono stato in coma nel 1988, per un incidente stradale sulla via dei Pescatori a Casal Palocco e durante il coma ho avuto una crisi, stavo morendo, hanno chiamato i miei genitori avvisandoli. Io, invece, in quel momento stavo a spasso per l’ospedale e ho visto i miei genitori che si parlavano, si mettevano il camice e mio padre diceva a mia madre «adesso però quando entri non piangere che lui potrebbe sentirti», e mia madre «non piango, non piango», poi sono entrati dove stavo io, in rianimazione e io sono tornato lì. Mi ricordo questo, dopo 15 giorni mi sono svegliato dal coma e gli ho raccontato quello che, secondo me, avevano fatto quel giorno a due stanze di distanza da dove mi trovavo, ed era tutto vero, quindi ero con loro”.

Anche Loredana Petrone è stata testimone di un’esperienza pre-morte, quella del padre: “il mio papà è stato in coma e i suoi racconti sono simili a quelli che abbiamo sentito, mio padre parlava di questo corridoio luminosissimo e di questa sensazione di enorme benessere. Tra l’altro, ha aggiunto che quando è rientrato nel corpo ha sperimentato un grossissimo dolore. Come dicevano gli antichi «il corpo è la prigione dell’anima». Quell’immenso benessere mai esperito implica la difficoltà di tornare indietro. Il neurochirurgo Eben Alexander parlava di questo posto meraviglioso con delle nuvole e di una donna bellissima dagli occhi blu, per i credenti potrebbe essere la Madonna? Poi è chiaro che ognuno di noi dà le sue interpretazioni, le sue letture”.

Un’altra testimonianza arriva dalla psicologo Maurizio Lupardini, attraverso il racconto di un suo caro amico di famiglia: “un medico chirurgo che ha avuto un infarto. Mi ha raccontato che ad un certo punto ha visto una luce meravigliosa e ha incontrato amici e parenti che lo accoglievano, ma che gli dicevano che non era arrivato il suo momento. Quando i colleghi l’hanno rianimato lui addirittura gli ha urlato contro, voleva restare stare lì, perché stava benissimo, aveva questa luce, questa calma, questa tranquillità, però le persone che amava gli hanno detto che non era quello il suo momento. Da allora ho iniziato a lavorare su questo tipo di situazioni che sono meravigliose, perché danno serenità a chi sta soffrendo e spunti di riflessione a chi le ha vissute e a chi le sente raccontare. Credo che non sia giusto credere a tutto o non credere a nulla, E’ giusto avere una mente di ricerca, porsi delle domande e cercare risposte ed intuizioni fa bene. Queste cose esistono, perché noi siamo energia, siamo frequenza, la scienza non può negarlo, poi ci sono dei punti oscuri, ma è come per i virus, non è che 200 anni fa non esistevano, è che oggi abbiamo gli strumenti per vederli. Andando avanti con la ricerca, con gli studi, troveremo degli strumenti per poter scientificamente definire queste situazioni”. La conduttrice Sonia d’Agostino chiede se queste esperienze possano essere legate a alla chimica o ai processi mentali e Lupardini risponde: “sicuramente, dal punto di vista chimico e scientifico, nello stato di pre-morte il nostro sistema nervoso centrale modifica l’assetto endocrino, c’è l’aumento della trasmissione di alcuni neurotrasmettitori e questo è indubbio. Ma il fatto che costantemente ci siano elementi comuni in queste esperienze, che vengono ripetuti nelle stesse situazioni, vuol dire che ci sia qualcosa.”

 

L’argomento interessa molto gli ascoltatori che intervengono scrivendoci le loro numerose esperienze “fuori dall’ordinario” e si parla di medianità con Fernando Sinesio, coordinatore del gruppo GRIM-Gruppo di Ricerca Italiano sulla Medianità. Attraverso un decennale lavoro di ricerca lo psicologo, con il suo gruppo, certifica i medium sottoponendoli a rigorosi test e protocolli. I dati sulla medianità oggi sono molto numerosi e la materia è studiata con cura da diverse università di tutto il mondo: “i dati sono tantissimi e sarebbe superficiale etichettarli come pura casualità o errori di ricerca. I medium che sottoponiamo ai nostri test forniscono informazioni accurate, che non possono essere casuali, non ci basiamo su esperienze narrative o racconti personali, ci basiamo su dati effettivi, per superare i nostri test devi avere una medianità molto forte. Abbiamo certezze scientifiche, la medianità esiste, possiamo dire con certezza che qualcosa c’è dopo la morte, una coscienza sopravvive, da qui a dire che esiste l’aldilà… è un’altra cosa. Proprio per questo cerchiamo di capire da dove provengono le informazioni dei medium, se da un archivio statico o da una coscienza dinamica che le fornisce”. Durante gli esperimenti Sinesio si trova ad analizzare anche molti sensitivi, che pur non essendo medium, hanno diverse abilità, come la chiaroveggenza o il remote viewing la possibilità di vedere a distanza. Sonia d’Agostino chiede se possiamo tutti diventare sensitivi interrogandosi sul fatto che solitamente usiamo solo una piccola percentuale del nostro cervello. E’ possibile che i sensitivi sappiano usarlo meglio? E cita la figura del torinese Gustavo Adolfo Rol, Maestro Spirituale Illuminato, celebre per le sue possibilità, tra le quali: chiaroveggenza, telepatia, precognizione, telecinesi, materializzazione e smaterializzazione di oggetti, bilocazione, viaggi nel tempo e tanto altro. La conduttrice riporta un episodio di bilocazione di Rol raccontato da Federico Fellini che lascia tutti stupiti. Gli ospiti concordano che sviluppando le nostre capacità psichiche e percettive potremmo diventare sensitivi, ma essere medium è tutta un’altra cosa come di spiega Susi Gallesi, una delle poche medium italiane certificate dal GRIM.

Susi ha sempre vissuto collegata con spiriti e angeli, che descrive come pura energia: “io ho fatto fatica a credere a questo mondo più che all’altro, mio padre è morto che ero piccolina, avevo un anno e mezzo, ma sono cresciuta con lui. Sono sempre in contatto con gli spiriti e non mi stanca, ho l’abitudine di prendere il caffè con loro, poi se ho da fare mi lasciano tranquilla, è un contatto quotidiano”. La medium sottolinea quanto sia importante il rispetto in situazioni di questo tipo: “non sono mai andata da uno sconosciuto a dire hai qualcuno vicino che ti vuole parlare, non mi sono mai permessa, e poi i messaggi non sono chiarissimi, bisogna interpretarli bisogna essere pronti a ricevere. Bisogna avere discrezione, umiltà e grande rispetto.”  E la medium ci racconta che ha dovuto smettere di andare ai funerali: “il funerale per loro è una festa. Io sento le voci dentro di me a livello mentale e ai funerali le voci sono forti, potenti, quasi urlate, ridono e scherzano. C’è tantissima gente ai funerali, fin da quando sono piccola ai funerali rido, allora non capivo. Per la mia esperienza, l’importante è stare tranquilli, ricevere, io sono sicura di quello che sento, ma cerco di stare sul gradino più basso, di non avere una via mia, accolgo quello che mi dicono, faccio quello che mi dicono con umiltà. Gli animali e loro sono la mia vita e vivo in un mondo magico”.

Le nostre abilità psichiche si possono allenare e lo psicologi Sinesio suggerisce un app per farlo, si chiama Rv tournament e permette di cimentarsi con la propria capacità di vedere ciò che non appare agli occhi. Pur non essendo sensitivo Sinesio è arrivato secondo nella classifica mondiale. Se siete curiosi, mettetevi alla prova!

Per salutarci come di consueto la nota poetica dell’amico Luciano Lembo “Oltre la vita”.

 

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