Home Le nostre rubricheIl diario di Sonia La vita oltre la morte: un approccio scientifico a cura del dott. Fernando Sinesio

La vita oltre la morte: un approccio scientifico a cura del dott. Fernando Sinesio

Oggi a Io le donne non le capisco abbiamo parlato con Fernando Sinesio e Marina La Rosa di medianità con un approccio scientifico. 

Fernando Sinesio, psicologo, ci racconta che “ho fatto una ricerca sperimentale sulla medianità, la capacità di comunicare con i defunti, all’interno dell’università cercando di mantenere sempre un atteggiamento scientifico. Non è stato facile trovare un professore universitario che mi facesse da tutor, ma alla fine l’ho trovato. Credo che dimostrare scientificamente l’esistenza di una tale abilità abbia importanti implicazioni riguardo la conoscenza della natura umana. Credere nella vita oltre la morte è di vitale importanza per molte persone, sia perché è una questione indissolubilmente legata alla religione, sia perché può favorire il benessere psicologico di coloro che hanno subito un grave lutto. 

Quando facciamo esperimenti chiediamo informazioni sull’anima del trapassato, tutto via mail. Lavoriamo in totale accecamento sperimentale. Ogni componente del gruppo ha un’informazione parziale riguardo ai defunti e i loro congiunti.  Le risposte del medium devono raggiungere per due volte uno standard del 60% prima di essere classificate veridiche e genuine. Ricordo che Susy Gallesi ci ha dato la targa della macchina del defunto. 

Quello che mi chiedo sempre è quanto di psichico e medianico c’è in una medium. La vera domanda che ci poniamo, accertato che esistono le medium, è se i dati che forniscono le trovano da qualche parte o gli vengono fornite? Se fornite c’è una entità che agisce da sola, diversa se le risposte sono statiche in un archivio.  Sono15 anni anni che indago e sono arrivato quasi alla conclusione che le risposte vengono fornite. I testi ai quali sottoponiamo quest’ex aspiranti medium sono difficilissimi, infatti in pochi lo superano”.

Marina La Rosa invece ci racconta che “sono cresciuta a pane e fantasmi perché mia nonna li vedeva. Io me ne accorgevo perché lei si bloccava come se fosse in trance”. 

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